Palazzo Asmundo - Il Palazzo, le sue Collezioni

Collezione Pierluigi Martorana Genuardi

La Collezione di Cartoline Militari


 

 

Introduzione

Cenni Storici
 

I Reggimenti  di Cavalleria


Nizza Cavalleria
Piemonte Reale Cavalleria
Savoia Cavalleria
Genova Cavalleria
Lancieri di Novara
Lancieri di Aosta
Lancieri di Milano
Lancieri di Montebello
Lancieri di Firenze
Lancieri di Vittorio Emanuele II
Cavalleggeri di Foggia
Cavalleggeri di Saluzzo
Cavalleggeri di Monferrato
Cavalleggeri di Alessandria
Cavalleggeri di Lodi
Cavalleggeri di Lucca
Cavalleggeri di Caserta
Cavalleggeri di Piacenza
Cavalleggeri Guide
Cavalleggeri di Roma
Cavalleggeri di Padova
Cavalleggeri di Catania
Cavalleggeri di Umberto I
Cavalleggeri di Vicenza
Lancieri di Mantova
Lancieri di Vercelli
Cavalleggeri di Aquila
Cavalleggeri di Treviso
Cavalleggeri di Udine
Cavalleggeri di Palermo
Gr. Sq. Cavalleggeri di Sardegna
Scuola di Applicaz. di Cavalleria

 

 Cenni storici sulla cavalleria italiana, le sue specialità, i suoi reggimenti attraverso le cartoline storiche militari.


La cavalleria italiana compie in questo scorcio di inizio secolo e millennio quasi trecentoventi anni di vita, al servizio della collettività nazionale concorrendo a formare prima e a difendere poi l’unità e l’indipendenza della Patria e correlando, quindi, strettamente le sue vicende con la creazione dello stato italiano.


Rievocare la storia della cavalleria nell’era nucleare e spaziale non è anacronistico e superato, come a prima vista può sembrare, per la validità del patrimonio spirituale e di virtù, non solo militari, tramandatoci, come si potrà vedere nel seguito di queste pagine.


La cavalleria nasce alla fine del Seicento nell’antico Piemonte lo stato preunitario che inizia il movimento d’indipendenza dallo straniero. Il suo ordinamento si accresce nel tempo.


La cavalleria partecipa a tutte le campagne di guerra prerisorgimentali e risorgimentali, alle campagne coloniali e alle due guerre mondiali.


Con decreto ministeriale del 1° giugno 1999 entrano a far parte dell’Arma di Cavalleria due prestigiose specialità dell’Esercito, i Carristi e l’Aviazione dell’Esercito in modo che sono riuniti tutti gli elementi della manovra in una unica Arma, quella appunto, della manovra.


“Il cuore oltre l’ostacolo” è uno dei più significativi motti che simboleggia pienamente lo spirito dell’Arma che passa attraverso la storia con l’impeto dei suoi cavalli, lasciando indelebili tracce. Per le sue caratteristiche manovriere, per la velocità dell’azione e la potenza dell’urto, in arcione si è sempre distinta ed imposta, nella imponenza dei suoi scalpitanti schieramenti, per la capacità di cogliere l’attimo propizio e fuggente e piombare con incontenibile slancio sul nemico incalzante, per ridurne l’irruenza ed arrestarlo o sull’avversario scosso per inseguirlo ed annientarlo.


Le gesta sono, del resto, testimoniate dalle ricompense al valor militare agli Stendardi - una croce dell’ordine militare di Savoia (oggi detto d’Italia), sei medaglie d’oro, diciotto d’argento, trentadue di bronzo, nove croci di guerra - così come dalle moltissime decorazioni individuali che cavalieri di ogni grado e di ogni tempo si sono meritati.


Basta citare 93 medaglie d’oro al valore militare e 165 croci dell’Ordine militare d’Italia.


Dal punto di vista storico riscontriamo a partire dal 1683:
La CAVALLERIA SABAUDA (1683-1713):
“DRAGONI di S.A.R.” (1683) - “DRAGONI di PIEMONTE” (1690) -
“PIEMONTE REALE CAVALLERIA” (1692) - “SAVOIA CAVALLERIA” (1692).
La CAVALLERIA SARDO-PIEMONTESE (1720-1859):
“AOSTA” (1774) - “NOVARA” (1828) - “SALUZZO” (1848) - “MONFERRATO” (1850) - “ALESSANDRIA” (1850) - “GUIDE” (1859).
 

Nel 1859 con il contributo delle annessioni dell’Italia settentrionale e centrale e l’unificazione delle Cavallerie nazionali preunitarie :
La CAVALLERIA PROVINCE LOMBARDE (1859):
“MILANO” - “LODI” - “MONTEBELLO”
La CAVALLERIA LEGA ITALIANA CENTRALE (1859):
“FIRENZE” - “VITTORIO EMANUELE II” - “LUCCA” - “PIACENZA”

Tutte le precedenti aliquote si fondono nel 1861 nella CAVALLERIA DEL REGNO D’ITALIA portando ad un totale di 17 reggimenti.
 

Gli incrementi successivi, sottoindicati, portano al massimo storico di 30 reggimenti.
(1863): “FOGGIA” “CASERTA” (1871): “ROMA” (20°)
(1883): “PADOVA” (21°) “CATANIA” (22°) (1887): “UMBERTO I” (23°) “VICENZA” (24°)
(1909): “MANTOVA” (25°) “VERCELLI” (26°) “AQUILA” (27°) “TREVISO” (28°) “UDINE” (29°)
(1915): “PALERMO” (30°)


La denominazione è derivata in prevalenza dalle regioni e province del Regno, con tre eccezioni: un combattimento (“Montebello”), una specialità (“Guide”), due sovrani (“Vittorio Emanuele II”, “Umberto I”). Specialità e impiego sono differenziati in base all’armamento: lancia o sciabola.


Né si possono tralasciare le recenti ricompense al valor civile ed al valore dell’Esercito, attribuite ai reparti per premiare l’abnegazione dimostrata nei soccorsi portati, con la consueta generosità, alle popolazioni colpite da calamità naturali: la medaglia d’argento al valore civile alle «Guide» per il disastro del Vajont (1963); la medaglia di bronzo al valor civile a «Lodi» per l’alluvione del 1968 nel Vercellese; le medaglie al valor dell’Esercito a «Piemonte», «Genova», «Novara», «Aosta», «Milano», «Firenze», «Guide», «Treviso» nonché le medaglie al valor civile ai comandi delle due Brigate per il terremoto del Friuli (1976).